Porta la torcia in giro per la tua caverna

17 Apr

Una volta che hai riconosciuto la luce dentro di te, sai che puoi accedervi. Chiamiamolo riconoscimento di Sé, risveglio o in qualsiasi altro modo, sai che qualcosa è cambiato, la Grazia è entrata nella tua vita. Questo di solito non significa che la chiarezza che essa porta si manifesta in tutte le situazioni. Molto spesso anzi si genera una certa frustrazione, dato che a questo punto siamo abbastanza in grado di distinguere quando la luce è accesa da quando non lo è, e proviamo dolore sia per il fatto stesso di essere al buio che per le ricadute in schemi comportamentale vecchi e ripetitivi, a questo punto più fastidiosi.

Il riconoscimento deve essere integrato. In termini pratici, permettere che la scintilla si diffonda nella totalità della esperienza umana. Come si fa?

Immagina che la scintilla sia un vero e proprio fuoco. Una volta che è acceso è inestinguibile. Puoi aumentarne l’intensità, magari con l’ausilio di qualche pratica o cercando di essere presente. Avrà il suo effetto, ma in verità è davvero difficile che solo grazie a questo il fuoco entri in ogni cellula del tuo essere. Potremmo dire che una volta che il fuoco sia entrato nella tua caverna la illuminerà, ma dato che sei molto più vasto di quanto tu creda, la sua capacità di guidare i tuoi passi sarà ancora limitata. Non appena si gira dietro l’angolo sbagliato, che sia una relazione o qualche aspetto di noi influenzato da dolori antichi o altri condizionamenti, si sperimenta di nuovo buio.
La reazione tipica è il contrario di ciò che è necessario: meditare un po’ di più, e tenersi alla larga dagli spazi scuri. Se non restare con la propria frustrazione o addirittura mettersi a insegnare, in modo da ricevere qualche bella conferma che siamo già perfetti così (e alimentare il fuoco iniziale, perché l’insegnamento lo fa). Forse l’ego non è più padrone completo della situazione, ma può mantenere un gran bel controllo e si reinventa in una versione più subdola e accettabile.

Ciò di cui c’è bisogno è l’integrazione. Dato che la luce interiore non si spegne, puoi lasciarti andare in giro nella caverna, ma portati un tizzone del tuo fuoco con te. Si, muoviti verso le zone oscure. Lasciatici entrare in profondità. Hai il tuo tizzone con te. Dovrai muoverti con prudenza e umiltà, naturalmente, ma non c’è bisogno di preoccuparsi particolarmente perché l’esistenza ti dà sempre e solo ciò che puoi affrontare. Entra con gentilezza e volontariamente, lasciati consumare dall’oscurità, abbracciala con la luce della tua coscienza. Quel che scoprirai, è che non solo l’oscurità si lascia illuminare dalla tua torcia, ma prende fuoco anch’essa. La tua oscurità, i tuoi dolori, le tue paure, il tuo sgomento sono fatti di carburante. Quando entri dentro di loro non solo il dolore a un certo punto sembra dissolversi, ma scopri che si rivela essere fatto di amore, il carburante migliore per la consapevolezza.

Come gestire il dolore? Sentirlo. A livello del corpo e/o come energia: quando qualche alterazione si presenta, muoviti gentilmente verso di essa, porta attenzione alla parte del corpo dove essa si presenta (potrebbe essere anche dentro la testa), e stai insieme a quella sensazione  fino a che puoi o finché dura, se riesci siine consapevole anche facendo altre cose. Non scappare. Un poco di pratica ti dimostrerà che puoi e non è nemmeno difficile, di certo non quanto potessi temere. Potresti anche ricevere dei “download”, delle comprensioni, dopo; ma non cercarle, specialmente appena arriva la sensazione, o finiresti per cercare di risolverla pensandoci su, ahimè del tutto inutile nel migliore dei casi. E’ una questione di rilassarcisi dentro. Un po’ come se entrassi in una nuova stanza della caverna e ti ci ambientassi. In realtà la maggior parte delle volte non è davvero nuova, naturalmente. Ma non era mai stata visitata consapevolmente, né avevi mai provato a farci amicizia. Invece puoi, e un pochino di pratica ti farà rendere conto che è altamente desiderabile farlo, visto che così liberi quella zona di te!

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Buona parte di queste comprensioni, e la metafora della grotta, sono venute durante la mia seduta settimanale con Christine Wushke.

Il miglior libro che abbia mai letto sull’integrazione è suo: “Freedom is your Nature” (in Inglese), in corso di pubblicazione. È possibile sostenerne la pubblicazione pre-acquistando la versione digitale per soli 10$ qui:
http://www.indiegogo.com/projects/freedom-is-your-nature-a-powerful-book-on-transformation
O sostenere un po’ di più, e ottenere alcuni regali preziosi.

Informazioni su di lei e sul suo lavoro:
http://innerlightyoga.blogspot.ca/
https://www.facebook.com/let.your.heart.sing?fref=ts

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